10° puntata: Le streghe (1° parte)


Il Bormiese conobbe la sua prima caccia alle streghe nel 1483, quando le inquisite venivano condannate vive al rogo con “l’imputazione religiosa” d’essere al servizio del diavolo e conseguentemente rinunciatarie a Dio.
Questo atteggiamento, che si schierava a favore della liberazione dal male, provocò l’uccisione di ben 41 streghe nel Contado di
Bormio, che s’immaginava per credenza si cibassero di cadaveri di bambini preferibilmente non battezzati.
Il Tribunale di Bormio richiamò nuovamente gli inquisitori nel 1519 e la seconda caccia alle streghe fu aperta.
Molte furono le condannate, tanto che lo scritto di un tedesco le annovera a ben 300.
Il loro ultimo viaggio partiva dalla piazza del Kuerc di Bormio, su cui s’affacciava Palazzo Pretorio contenente le carceri (marza), per terminare in località “la giustizia” (fra Premadio e Bormio) dove attendeva un falò che volutamente era pubblico.
I Grigioni, divenuti padroni del Bormiese nel 1512, con decreto emanato nel 1557 impedirono l’entrata sui territori Valtellinesi agli ecclesiastici e per questo motivo le seguenti cacce alle streghe non si avvalsero di tribunali ecclesiastici bensì di giudici civili.