Aree interne: una grande opportunità per l’Alta Valle. L’intervista al Presidente della CM Lele Cola.


Cosa sono le Aree Interne?
La Strategia «Aree Interne» rappresenta un approccio sperimentale e innovativo, che si sta sviluppano
all’interno della nuova programmazione dei fondi strutturali 2014/2020.
Alla base della strategia si pone la constatazione che, in Italia, le cosiddette “aree interne” rappresentano
circa il 53% dei Comuni a cui fa capo ben il 23% della popolazione nazionale: si tratta quindi in grande
patrimonio, che tuttavia ad oggi è sottoutilizzato.

Le aree interne individuate a livello nazionale, in collaborazione tra Ministero (DPS) e Regioni, sono 57:
tutte sono accomunate da una serie di elementi di criticità (distanza dai principali centri, problemi
demografici legati allo spopolamento e conseguente abbandono del territorio ) e dalla presenza di
interessanti risorse (ambientali, culturali, turistiche).
Obiettivo della Strategia Aree Interne è quello di investire in queste zone, per definire una visione di
sviluppo di medio – lungo periodo, che permetta di invertire i trend negativi di crescita di questi ambiti. In
Regione Lombardia, ad oggi, sono state individuate 2 aree e l’Alta Valtellina è tra queste.
Cosa significa per l’Alta Valtellina essere compresa nelle Aree Interne?
Per l’Alta Valle questa è un’opportunità unica, sulla quale impegnarsi concretamente per rilanciare il
comprensorio: è un’occasione irripetibile per il territorio per fare sintesi e ragionare in termini di coesione,
attraverso la messa a punto di una strategia di sviluppo che sia espressione dell’intero comprensorio.
E’ l’opportunità per ragionare su quale futuro si vuole perseguire, delineare dei percorsi operativi concreti e
su quelli far convergere una serie di risorse, per sostenere il cambiamento.
L’Alta Valtellina sta già lavorando dallo scorso anno allo sviluppo della propria Strategia d’Area, ovvero alla
messa a punto di una visione di medio e lungo periodo (fra 5 e 15-20 anni) volta a modificare le tendenze in
atto, al fine di fermare e invertire lo spopolamento, l’abbandono del territorio e rilanciare invece servizi
essenziali di cittadinanza e sviluppo, con un’attenzione specifica ai giovani.
A chi si rivolge la strategia per l’Alta Valle?
La Comunità Montana, in stretto raccordo con i Comuni e il collaborazione con Provincia e Regione, ha già
condotto nei mesi scorsi una serie di approfondimenti per iniziare a delineare una prima bozza di strategia:
ma in questo approccio è necessario che tutti gli interlocutori di rilievo possano contribuire e, per questo,
anche il contributo degli operatori privati rappresenta un elemento fondamentale.
La Strategia è quindi aperta a tutti coloro che abbiano idee innovative, di rete e propositive che possano
contribuire allo sviluppo del comprensorio.
Come si sviluppa la strategia per l’Alta Valle?
Il percorso di progettazione è impegnativo e prevede una serie di passaggi procedurali: a fronte della prima
bozza di strategia, si aprirà una fase di raccolta delle proposte del territorio che saranno poi
successivamente analizzate, selezionate e ricondotte ad un insieme coerente.
Il programma di sviluppo che ne deriverà rappresenterà la base per la firma di un Accordo di Programma
Quadro che vedrà impegnati Ministero, Regione e territorio e che darà il via all’attuazione del progetto, per
il periodo 2015/2020.
Si tratta di una grande sfida e, per rendere vincente questo percorso, sarà fondamentale ricordarsi che la
strategia di area non potrà ridursi alla solita “lista di azioni o progetti” con cui si vanno a ripartire a pioggia
dei fondi. Quello che è richiesto è superare questo approccio, che nella scorsa programmazione ha portato
solo scarsi risultati, con l’obiettivo di fare massa critica attorno a temi di forte impatto per il territorio. E’
per questo che sarà fondamentale ragionare in una logica di rete e di superamento della frammentazione
che storicamente caratterizza il comprensorio per poter esprimere percorsi condivisi che saranno in grado
di portare nel tempo dei cambiamenti significativi.
Quali risorse sono previste ?
La Strategia Aree Interne opera attraverso strumenti differenti: da un lato prevede una serie di risorse
finanziarie che derivano dai fondi strutturali 2014/2020, ai quali si affiancheranno fondi ministeriali.
Dall’altro potranno essere attivate, in forma sperimentale ed innovativa, delle deroghe alla normativa
vigente, a patto che se ne dimostri la sostenibilità e l’impatto nel tempo.
Cosa è stato fatto nel comprensorio?
La Comunità Montana ha già attivato dal 2014 il percorso di progettazione per la messa a punto della
strategia: sono state condotte una serie di valutazioni con i Comuni, per mettere a fuoco una prima
selezione di temi sui quali approfondire il ragionamento. Diversi sono stati i momenti di incontro interni,
ma anche con Provincia e Regione per un confronto al riguardo.
La scorsa settimana si sono inoltre tenuti due momenti di incontro sui temi individuati, per aprire il
confronto anche a operatori privati e a tutti quei soggetti che, operando sul territorio, rappresentano dei
portatori di interesse rilevanti. Da questi due incontri scaturirà la raccolta di nuove proposte progettuali,
che contribuiranno alla definizione della Strategia.
In via preliminare, alcuni temi sono già emersi con chiarezza: solo per citarne alcuni, ad esempio, l’esigenza
di investire sull’offerta formativa in Alta Valle, per offrire concrete opportunità di inserimento
occupazionale per i più giovani, ma anche la volontà di tutelare il territorio sotto il profilo ambientale,
valorizzando la filiera bosco-legno e riappropriandosi di una serie di valori unici ed identitari per il
comprensorio alpino dell’Alta valle e sostenere così anche l’indotto turistico.
Si tratta per ora di ragionamenti solo abbozzati, che nei prossimi messi dovranno trovare una declinazione
operativa, grazie al contributo di tutti coloro che vorranno partecipare allo sviluppo della strategia.
Quali sono i prossimi passi?
A seguito degli incontri della scorsa settimana, la Comunità Montana sta raccogliendo le proposte di
contributo progettuale: nelle prossime settimane le idee pervenute saranno riprese e analizzate e si
organizzerà un incontro di restituzione dei progetti pervenuti, per iniziare a fare sintesi e fare emergere le
filiere portanti sulle quali far convergere le risorse disponibili.